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Come posizionarsi su Google nel 2016

Come posizionarsi su Google nel 2016

Guida Passo-Passo per il posizionamento su Google nel 2016.

Chiunque abbia un sito web si dovrebbe preoccupare anche di posizionarlo sui motori di ricerca (ed in particolare su Google). Infatti, avere un sito web non posizionato su Google significa avere un negozio dal quale non passa nessuno. Tante spese e pochissime vendite.

In questa guida analizzeremo quali sono i parametri SEO di cui Google tiene conto nel 2016 per posizionare un sito web sul proprio indice.

Lavorando su questi parametri SEO si possono ottenere, nel medio/lungo periodo, ottimi risultati e arrivare nella tanto ambita prima pagina di Google.

 

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1. L’età del dominio

Uno degli aspetti di cui Google tiene conto per un buon posizionamento del sito web sul suo indice è l’età del dominio. Da quando esiste quel dominio e da quanto tempo vengono pubblicati contenuti di qualità su quel determinato sito web. Solitamente un sito web per essere autorevole (e raggiungere di conseguenza la prima pagina di Google) deve esistere da almeno 6 mesi e in quel l’arco temporale deve essere costantemente aggiornato. Quindi sarebbe buona norma programmare i post e gli articoli da pubblicare sul proprio sito web in modo tale che con costanza e periodicità il Googlebot passi dal sito web trovando sempre qualcosa di nuovo da indicizzare. Chi ad esempio non ha molto tempo potrebbe pubblicare un post ogni 10 giorni (18 articoli ogni 6 mesi). La cosa importante è che la frequenza di aggiornamento sia sempre la stessa in modo tale che il Googlebot sappia quando passa dal sito web. È buona pratica indicare la frequenza di aggiornamento del sito anche nella sitemap.

 

2. I contenuti del sito.

Il contenuto è il cuore della tua campagna SEO. Ormai è risaputo che Google premia i contenuti unici, originali ed utili. Sul tuo sito web dovresti pubblicare articoli con una lunghezza minima di almeno 300 parole e un’immagine originale (anche la modifica di un’immagine già esistente viene considerata immagine originale). I contenuti devono essere utili per i tuoi lettori che scelgono il tuo articolo (piuttosto che altri) proprio per l’innovazione e la completezza che offrono. Quindi, quando scrivi un articolo immedesimati nei tuoi lettori e chiediti: “cosa vorrebbero leggere? Come il mio contenuto può aiutarli a rispondere alle loro domande? Offro tutte le risposte che altri siti invece non offrono?”

 

3. I segnali social

Abbiamo già visto come controllare i segnali social del proprio sito web. In poche parole i segnali social sono le condivisioni, i mi piace e tutte le altre attività social che i tuoi visitatori hanno eseguito sulle pagine del tuo sito web. Il numero di segnali social incide sempre di più sul posizionamento su Google delle singole pagine di un sito. Dopo numerosi esperimenti è stato provato che le pagine che ricevono numerosi Google +1, condivisioni su Facebook e retweets si posizionano meglio su Google. Quindi l’invito a mettere mi piace e a condividere il singolo articolo al termine di ogni post è sempre più importante.

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4. I backlinks

I links in entrata costituiscono, ancora oggi, uno dei parametri SEO più influenti per il posizionamento delle singole pagine su Google. Tuttavia, non tutti i links hanno l’anno stesso valore ed addirittura links di bassa qualità possono provocare l’effetto opposto (farti penalizzare da Google e farti perdere posizioni sull’indice di ricerca). I links in entrata devono essere di qualità ed avere una giusta proporzione fra link dofollow e link nofollow. Sarebbe meglio ottenere links da sito molto autorevoli che trattano contenuti attinenti e simili a quelli del tuo sito web. Non sempre i Guest post producono links di qualità anche perché nella maggior parte dei casi i network che vendono Guest Posts pubblicano articoli su siti considerati spam da Google (e che quindi potenzialmente possono riversare la propria penalizzazione anche sul tuo sito.

 

5. I tempi di caricamento del sito.

Un altro aspetto che influisce sul posizionamento su Google è il tempo di caricamento del tuo sito web. Per calcolare il tempo di caricamento del tuo sito web, esistono online diversi tools: pingdom, Google speed test, gtmetrix, etc. Il tempo di caricamento di ogni pagina del tuo sito web non dovrebbe superare i 5 secondi. Per ridurre i tempi di caricamento del tuo sito web dovresti procedere alla riduzione delle immagini, alla minificazione dei Css e dei codici Javascripts, all’utilizzo di un server CDN esterno, etc. Google desidera fortemente che i siti presenti sul proprio indice vengano fruiti correttamente e velocemente dai propri utenti.

 

6. L’usabilità e l’accessibilità del sito web.

Nell’era degli smartphone e dei  tablet un sito web deve essere responsive (adattarsi automaticamente alla dimensione dello schermo di qualsiasi dispositivo in modo tale che i contenuti siano immediatamente leggibili) o perlomeno mobile-friendly (la larghezza delle pagine del sito deve rientrare completamente nello schermo del dispositivo, anche se poi per leggere il contenuto sarà necessario fare lo zoom). I siti adeguati a questo parametro verranno posizionati meglio rispetto a quelli che sono del tutto estranei a questa dinamicità di visualizzazione di contenuti. Per risolvere il problema è sufficiente acquistare un template responsive o adattare il sito in html a questo nuovo parametro.

 

7. Usare i titoli H1, H2 e H3.

Abbiamo già visto che la lunghezza minima di un articolo non dovrebbe essere inferiore a 300 parole. Ma come deve essere formattato il testo. Il testo dovrebbe presentare dei titoli e dei paragrafi (dove riversare il contenuto vero e proprio dell’articolo). I titoli, invece, dovrebbero individuare ed indicare l’argomento dell’articolo e solitamente corrispondono alle long tail (parole chiave lunghe) che si vogliono indicizzare. In poche parole: la parola chiave con la quale si vuole posizionare quel determinato articolo dovrebbe essere presente almeno in un titolo H1 e preferibilmente all’inizio dell’articolo.

 

8. Il CTR elevato

Uno dei parametri SEO più importanti del 2016 è il CTR ossia la percentuale di clicks che un determinato risultato ottiene nei risultati di ricerca. Se la maggior parte degli utenti che usa google per trovare una parola chiave clicca su un risultato piuttosto che su altri, implicitamente Google ritiene più rilevante questo risultato e lo posiziona più in alto nel suo indice di ricerca. Dunque sarebbe opportuno creare titoli (ci riferiamo al tag title di ogni post) accattivanti e che portino i visitatori a cliccarvi (magari anche solo per curiosità). Maggiore sarà il numero di clicks sul proprio risultato migliore sarà il posizionamento di quel singolo risultato su Google.

9. La frequenza di rimbalzo

I motori di ricerca, e soprattutto Google, tengono molto in considerazione, per il posizionamento sui propri indici, della frequenza di rimbalzo. La frequenza di rimbalzo è quella percentuale che esprime il numero di utenti che, dopo aver visitato una pagina del tuo sito web, rimbalzano via andando a cercare la stessa informazione su altri siti web e non interagendo più con il tuo sito web. Ovviamente, minore è la frequenza di rimbalzo, maggiore è l’interesse dei visitatori per il tuo sito web e la permanenza sul tuo sito web. I motori di ricerca avvantaggiano i siti con frequenza di rimbalzo inferiore al 60%. Per ridurre la frequenza di rimbalzo sul tuo sito web potrebbe essere utile inserire articoli correlati al termine di ogni post o invitare il visitatore a consultare altre risorse sul tuo sito web (magari facendo leva sulla sua curiosità).

 

10. Tempi medi di Permanenza

Correlato alla frequenza di rimbalzo è il tempo medio di permanenza del singolo visitatore sulle pagine del tuo sito web. Maggiore è la permanenza sulle pagine del tuo sito (e ci riferiamo ai tempi medi di permanenza sulle singole pagine del tuo sito web) maggiore è l’autorevolezza che Google da al tuo sito web, migliorandone il posizionamento sul proprio indice. I tempi medi di permanenza sulle pagine del proprio sito, sono migliorabili mettendo mano ai contenuti del sito stesso. Contenuti superficiali, esigui ed insufficienti producono tempi medi di permanenza molto bassi e, di conseguenza, una frequenza di rimbalzo elevata. Scrivi contenuti originali, esaustivi e che rispondono alle domande dei tuoi visitatori in maniera chiara e particolareggiata.

 

11. La configurazione di un servizio CDN

Correlato ai tempi di caricamento del sito è l’installazione e la corretta configurazione di un servizio di CDN (Content Delivery Network). In pratica il CDN ti permette di velocizzare il sito in quanto tutti gli elementi di esso vengono scaricati dai visitatori da servers diversi (quelli più vicini al punto di connessione del visitatore). In questo modo il tuo server non si appesantisce e la risposta del DNS è più veloce. Tra i migliori servizi di CDN spicca, senz’altro, cloudflare che ti permette di installare il tuo server CDN in pochissimi minuti cambiando semplicemente i nameservers del tuo dominio.

 

12. L’ip Dedicato

L’ip dedicato è un altro di quel fattori SEO che può incidere sul posizionamento del tuo sito web sui motori di ricerca. Quando si acquista uno spazio hosting condiviso da provider nazionali ed internazionali, il tuo sito web sarà ospitato su una macchina che avrà un indirizzo ip ma che ospiterà contestualmente anche altri siti web. Il risultato, dunque, sarà quello di trovarsi con un sito web con lo stesso indirizzo ip di altri 100/1000/10000 siti web. Se uno di questi siti web, che condivide con te lo stesso ip, viene penalizzato da Google per pratiche di spam o altro, anche il tuo sito potrebbe risentirne.

13. Le pagine viste

La pagine viste non sono altro che il numero di pagine che ogni singolo visitatore visita prima di abbandonare il tuo sito web. Ovviamente qualsiasi contatore statistico (da analytics a histats) ti dà la possibilità di avere una media giornaliera delle pagine viste per ogni visitatore. Maggiore è il numero della media delle pagine viste maggiore sarà la possibilità che Google ti posizioni con quel determinato contenuto e con quella determina pagina sul proprio indice. Infatti. a parere di Google, maggiore è il numero delle pagine visitate da ogni singolo visitatore maggiore è l’autorevolezza e la qualità dei tuoi contenuti. E’ proprio questo uno dei parametri fondamentali per il posizionamento su Google di un sito web. E questo parametro influisce così tanto che siti con tantissime pagine viste per singolo visitatore (pensiamo ad esempio ai forums) vengono posizionati meglio e nelle prime posizioni nell’indice di Google.

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Riguardo a Serena

Studiosa incallita di tutto ciò che riguarda la SEO, il Web Marketing e il Social Media Marketing. Articolista e collaboratrice presso AdCrescendo.com

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3 Commenti

  1. Salve, ottimo articolo. Vorrei avere una consulenza sul posizionamento del mio sito web che parla offre giochi online gratuiti.

  2. Finalmente una risorsa completa e chiara che ti espone in italiano tutti i parametri SEO… Grazie!

  3. Sono d’accordo con tutti i fattori elencati, ottimo blog che terrò nei miei preferiti…un’altro fattore ad oggi indispensabile è la propaganda attraverso adwords, un po costosa ma necessaria.

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