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Cannibalizzazione delle Parole Chiave – Comprendere il Fenomeno e Risolverlo

E’ noto che nella creazione di contenuti web uno degli elementi fondamentali per poter ottenere un buon SEO è sicuramente un’adeguato utilizzo di parole chiave. Le keywords permettono infatti di riuscire ad indicizzare al meglio il proprio sito web sui motori di ricerca, tra i quali il più noto è certamente Google.

Spesso però, soprattutto quando si è tenuti a proporre un flusso di contenuti continuo, possono verificarsi alcune problematiche specifiche piuttosto comuni, capaci di danneggiare facilmente le strategie SEO applicate.

Un esempio è sicuramente quello della cannibalizzazione delle parole chiave. Si tratta dell’effetto negativo causato da più pagine web che sfruttano le stesse parole chiave, quando entrambe sono possedute dallo stesso proprietario. L’effetto è una forte penalizzazione nel lungo termine dell’indicizzazione sui motori di ricerca di una o di entrambe le pagine incriminate.

Solitamente la cannibalizzazione porta ad un risultato unico: una delle due pagine finisce per concentrare su di se’ tutto il traffico, facendo scendere nel ranking l’altra. Per evitare questa complessa situazione è possibile utilizzare alcune tecniche più o meno semplici.

Il primo passo da fare però è quello di tenere sotto controllo il fenomeno e capire come diagnosticare i casi di cannibalizzazione. Il primo è sicuramente quello di utilizzare uno strumento apposito, come SEMrush, che permette di ottenere un’analisi specifica delle parole chiave usate in totale sul proprio sito.

Cannibalizzazione delle Parole Chiave - Comprendere il Fenomeno e Risolverlo

A quel punto è facile inserire i dati su un foglio Excel per poter controllare eventuali cannibalizzazioni autonomamente. Per risolvere il problema è possibile eliminare del tutto la pagina che attira troppo traffico, anche se così facendo si perde una buona fetta di utenza.

Meglio è trasformare tale web page in una landing page verso l’altra, così da trasformare positivamente il flusso deviato di utenza. Certamente eliminare alcune parole chiave può aiutare, ma può essere altrettanto positivo considerare l’opzione, anche temporaneamente, del Noindexing.

Ciò consiste nella richiesta al motore di ricerca di non indicizzare una specifica pagina internet, così da valutare se i danni causati dal fenomeno di cannibalizzazione all’altra web page diminuiscono oppure no.

Foto SEMrush

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