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Il successo della realtà aumentata in Pokemon Go

Il successo della realtà aumentata in Pokemon Go

I Pokémon sono fra noi!

Quello che prima era un semplice cartone animato, adesso è diventato un gioco ( e una moda) senza età.

Sicuramente ne avrai visto e sentito parlare ovunque e, magari, sei anche tu fra quelli che escono di casa, telefono alla mano, pronti a catturare questi esserini colorati.

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Pokémon Go è il risultato di una collaborazione fra grandi: Niantic, Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo.

Questi giganti hanno pensato di usare la magia, l’allegria, le sfide del mondo popolato da animaletti colorati, e di portarlo fra noi attraverso una tecnologia che, pur essendo presente già da tempo, non era ancora uscita dalla nicchia dei conoscitori. Classica, se così si può definire, mossa alla Nintendo che, in un momento di stallo, lancia la sua bomba (un po’ come quando l’arrivo di Nintendo Wii ha dato vita nuova al 3D).

 

Ma cos’è Pokémon Go?

Non è altro che un’applicazione per IPhon e Android con cui si catturano Pokémon nella vita reale. Questa fusione, si chiama Realtà Aumentata.

Dice Wikipedia: “Per Realtà Aumentata, si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi”.

Hai presente la realtà virtuale e la visione in 3D? La realtà aumentata va oltre. Niente più schermi, occhialoni, simulatori e simili.  L’applicazione di Pokémon Go raccoglie le informazioni di geo localizzazione reali, le sintetizza e le unisce a dati virtuali permettendoti di vedere Pikachu che ti cammina di fianco.

Per chi segue il mondo dei videogiochi e delle nuove tecnologie, comunque, non è nulla di nuovo.

Niantic aveva già provato qualcosa di simile con Ingress che, però, non ha avuto lo stesso successo pur raccogliendo un ampio seguito.

 

Ma allora perché questa volta è diverso?

La chiave di volta sono proprio i Pokémon. Piccole creaturine colorate che hanno raggiunto un appeal mondiale, divertendo e intenerendo tutti. Mentre prima si potevano guardare solo attraverso uno schermo, adesso, non dico di poterli abbracciare ma di vederli dal vivo, sì. E questa è una differenza a dir poco abissale.

Con Ingress ci siamo abituati a conquistare punti strategici della città (l’ufficio postale, la stazione), semplicemente andandoci nei panni verdi degli Illuminati, o blu della Resistenza. Con Pokémon Go, ogni posto e momento sono buoni. Una volta cominciato, si è sempre in azione. E non è mai uguale.

Grazie all’interazione con Google, l’applicazione riconosce i dati fisici del posto in cui ci troviamo. Quindi, se siamo in un prato troveremo i Pokémon della famiglia dell’erba, se siamo al mare troveremo quelli della famiglia dell’acqua. Dando il via a una vera e propria invasione anche perché, parlando del gioco in senso stretto, più ne prendiamo e più ne appaiono.

I Pokémon sono ovunque, così come i loro inseguitori. E, siccome camminare guardando lo schermo del cellulare, può diventare pericoloso, Nintendo ha deciso di tutelarci facendo uscire Pokémon Go Plus, un braccialetto che vibra quando siamo vicini a un Pokémon.

 

Insomma, ci sono tutte le basi perché questa Pokémon mania si allarghi sempre di più. Inoltre, non è da trascurare il fatto che, per giocare, si deve uscire. Fino ad ora, c’erano quantità infinite di pareri (da più, o meno, esperti) che parlavano dei videogames come di un qualcosa che costringeva a rimanere chiusi in casa, con cui si correva il rischio di estraniarsi dalla società reale, creandosi un proprio mondo fantastico, e perdendo le normali competenze di relazione con gli altri.

Adesso stanno fiorendo sui social le testimonianze “psicologicamente” a favore. Sembra, infatti, che Pokémon Go agisca come anti-depressivo, spingendo, chi soffre di depressione, a uscire di casa sperimentando l’unione fra le stimolanti sfide di un videogioco e l’utilissima pratica dell’attività fisica. Inoltre, non è da trascurare il lavoro di squadra che questa “caccia” spinge a creare. E’ un po’ un’interazione da social ma, almeno, la si fa dal vivo e due chiacchiere si scambiano comunque!

Ovviamente già ci sono psicologi che si stanno esprimendo contro (ognuno giudichi per conto proprio), ma è certo che questa pokémon mania non finirà con l’estate 2016.

 

Che Pokémon Go sia l’applicazione killer della realtà aumentata?

Mi spiego meglio. Con applicazione killer si intende quell’applicazione, o prodotto, che permette il successo di quello a cui è legato.

Come detto all’inizio, la realtà aumentata non è una tecnologia nuova, anzi. Però non era molto conosciuta e, di conseguenza, molto diffusa. Con Pokémon Go cambia tutto.

L’utilizzo di questa applicazione, ha portato alla luce la realtà aumentata evidenziandone i benefici, sia parlando di divertimento e svago, sia di applicazioni nella vita di tutti i giorni. Giusto per citare un esempio, è successa la stessa cosa con l’iPod. MP3 esisteva già prima dell’arrivo del lettore della Apple, ma è stato questo ad aprirgli le porte del mercato, permettendo a MP3 di uscire dalla sua nicchia.

Lo stesso vale per i molti prodotti della realtà aumentata che, anche considerando i loro prezzi poco accessibili, non sono mai usciti dalla nicchia dei conoscitori.

 

Il successo di Pokémon Go non si limita solo alla sua popolarità, ma si traduce in termini economici. Più l’applicazione si diffonde, più aumentano gli acquirenti e, di conseguenza, anche gli investimenti (in tecnologia, marketing, etc.) che la riguardano. Basti pensare al continuo rialzo che stanno avendo, in questo periodo le azioni di Nintendo. La prospettiva di avere un alto ritorno sugli investimenti, metterà i vari investitori nella posizione di cercare, e creare, sempre nuove implementazioni per mantenere l’applicazione ai livelli che ha raggiunto (e oltre). In più altri prodotti, come Ingress e Layar (applicazione che permette di avere informazioni aumentate su un prodotto scannerizzandone l’etichetta con lo smartphone) torneranno alla ribalta, seguendo la scia dei Pokémon.

 

Per concludere, un piccolo pettegolezzo. Pare che l’enorme successo di Pokémon Go abbia attirato l’attenzione di Hollywood. Sembra che Legendary Pictures voglia la licenza cinematografica per realizzare un film in live – action o in CG (variando il budget). Operazione rischiosa che, però, se realizzata bene, potrebbe diventare un piccolo eldorado.

 

E con questo, buona caccia!

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Riguardo a Serena

Studiosa incallita di tutto ciò che riguarda la SEO, il Web Marketing e il Social Media Marketing. Articolista e collaboratrice presso AdCrescendo.com

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