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Google Mobile First – Come Comportarsi?

COME OTTIMIZZARE IL PROPRIO SITO WEB IN VISTA DI “GOOGLE MOBILE FIRST”.

Si avvicinano le festività natalizie e la gente comincia ad essere colta dalla sindrome di <acquisti convulsiva>.

Sapete qual è stato l’anno scorso il mezzo più usato dagli utenti  per fare i regali e gli acquisti più disparati? Lo <<SMARTPHONE>>.  Proprio cosi!  Attraverso il piccolo schermo di un telefonino di ultima generazione ( o da un tablet) l’utente ha la possibilità di accedere ad un virtuale e immenso “centro commerciale”. Non più code chilometriche alla cassa o ingorghi stradali in cui rimanere “imbottigliati” per ore, tipici del traffico caotico di questo periodo, generato dal consumismo sfrenato e spesso anche immotivato.

Google Mobile First

google mobile first cos'è

Basta un semplice <<CLIC>> e attendere serenamente l’arrivo del pacco tramite il nostro corriere di fiducia. Il tutto comodamente a casa nel giro di pochi giorni o addirittura ore. In tutto il mondo milioni di persone ripetono questo “rituale” che porta all’acquisto dell’oggetto che tanto desiderato, e addirittura con la consapevolezza di acquistarlo al miglior  prezzo possibile, avendo la possibilità di fare una comparazione del prezzo su centinaia di siti di vendita.

Secondo i dati statistici di Google tre abitanti del pianeta su quattro usa lo smart-phone, non solo per telefonare ma anche (e forse soprattutto) per fare shopping attraverso le migliaia di siti di vendita che ci propongono una quantità di merce illimitata: basta pensare ad Amazon, E.Bay, Zalando ect…

Ecco il motivo per cui il dispositivo mobile è diventato non solo per gli utenti fantastico e insostituibile (basta pensare alla straordinaria diffusione dei <Social>, attraverso i quali milioni di giovani e non, comunicano e si scambiano informazioni), ma anche per le aziende che guardano con interesse al mercato ,potenzialmente immenso, che offre il web-marketing.

Queste aziende si trovano ora a dover affrontare sfide non indifferenti nel campo del Web-Marketing derivanti dal nuovo algoritmo di Google.

Nasce quindi una nuova similitudine, secondo la quale “UTENTE MOBILE SODDISFATTO=CLIENTE REDDITIZIO”. E pensate che Google, il motore di ricerca più famoso del mondo, non si sarebbe accorto di questo simile cambiamento comportamentale degli utenti? Ovviamente no, altrimenti la lungimiranza di Google non sarebbe così proverbiale. Tra pochi mesi infatti Google rilascerà un nuovo algoritmo di indicizzazione dedicato solo all’utenza mobile e che pian piano diventerà quello primario, chiamato “GOOGLE MOBILE FIRST” tutto questo porterà le aziende che fanno Web-Marketing a cambiare l’ordine di priorità nello sviluppo e aggiornamento di un sito di e-commerce. Ecco perché la parola d’ordine di un sito commerciale al passo con le nuove direttive di Google, è “ottimizzare”. Il sito deve innanzitutto essere “semplice” e le pagine “veloci da scorrere” cioè, usando un termine tecnico, deve essere “responsive”. Che cosa significa responsive? È semplice, deve avere quei requisiti in grado di soddisfare le esigenze degli utenti più disparati che si connettono in maniera sempre più frammentata (smartphone, tablet, desktop, tv) e con browser sempre più diversificati (Explorer, Mozilla, Safari, Chrome, ecc).

L’azienda che non segue questa nuova linea di pensiero adottata da Google, rimarrà fuori dal grande giro della Web-visibilità.

Un passo certamente fondamentale per ottimizzare un sito dedicato alla utenza mobile è quello della facilità di “scorrimento”; avete mai provato a scorrere la pagina di un sito su uno smartphone utilizzando il polpastrello del vostro dito (specialmente se cicciottello). Inutile dire che un dito non avrà mai la precisione di un mouse, è per questo motivo che si allegavano al dispositivo i “pennini”, ora però caduti in disuso con la tecnologia touch. Un consiglio in questo senso potrebbe essere quello di intervenire sul layout di pagina in modo da lasciare una maggiore distanza tra gli elementi cliccabili. Ci sarebbe anche la possibilità di inserire all’interno del “codice sorgente” un codice specifico che sia in grado di caricare il foglio con uno stile specifico a seconda del caso se si tratta di un dispositivo mobile oppure desktop. In quest’ultimo caso si caricherà un foglio in stile “standard” tipico del grande schermo di un desktop.

Un altro requisito fondamentale di un sito “ottimizzato e responsive” è quello relativo alla velocità di caricamento della pagina web o rendering. È fuor di dubbio che l’esperienza di navigazione che si ottiene all’interno della propria abitazione (comodamente seduti su una sedia) tramite desktop è ben diversa da quella che si ottiene in una pizzeria, in un tram, o in mezzo alla strada pressati e confusi da mille sollecitazioni. Ecco perché il browser che utilizziamo, qualunque esso sia, deve caricare la pagina in maniera veloce e inoltre deve avere un impatto visivo immediato e intuitivo se vogliamo che il nostro sito “responsive” abbia un alto tasso di conversione.

Lo sviluppatore al passo con le direttive di “Google First” deve superare questi due ostacoli: la velocità e il design. Per quanto riguarda la velocità è opportuno sapere che il tempo di caricamento di una pagina è aumentato notevolmente (fino a 15 secondi). Pensate al disappunto di un utente che deve aspettare questa “eternità” per visionare una pagina! Cosa pensate che faccia? Desiste! Abbandona il sito e di conseguenza non fidelizza o meglio non si converte all’acquisto. In questo modo l’azienda di Web Marketing andrà incontro a una forte perdita di incasso. Il fattore chiave per risolvere questo problema di “rendering” è quello di intervenire sul linguaggio di programmazione che consente la comunicazione tra applicazioni in maniera automatica: le cosiddette “api”. Esse sono ormai diventate un servizio essenziale per i siti che producono Web-Experience in maniera responsive. Anche per quanto riguarda la struttura grafica della pagina sarebbe necessario che il web-designer si concentrasse di più sugli schermi di piccole dimensioni, relegando la versione desktop in una posizione secondaria. Infatti nel momento in cui la costruzione di un sito di e.commerce è pensato per piccoli schermi il prodotto finale sarà molto probabilmente privo di tutte quelle caratteristiche aggiuntive tipiche del desktop. Pertanto la pagina web ottimale di un sito <responsive> deve rispondere ad un unico essenziale requisito;

                               <<ESSENZIALITA’>>.

E’ chiaro che un utente mobile, collegato da smart-phone (magari mentre aspetta l’autobus alla fermata) ha l’esigenza di arrivare all’essenziale il più velocemente possibile. E’ altrettanto chiaro che un sito RESPONSIVE ti mette dei vincoli e ti obbliga a focalizzare la propria attenzione sulle cose veramente importanti. Quali potrebbero essere ragionevolmente, queste priorità essenziali?

Ecco una classifica che potrebbe (anzi dovrebbe) essere presa in considerazione:

  1. Il nome del prodotto
  2. Immagine chiara del prodotto
  3. Bottone di pagamento.

 

 

Sviluppare una pagina web seguendo queste priorità significa creare un <<habitat>> confortevole, semplice, invitante di impatto immediato, in cui il potenziale cliente può fare la propria scelta di acquisto in maniera quasi automatica, in tempo reale e “assaporare” così il gusto e l’ebbrezza di aver fatto finalmente suo il proprio oggetto del desiderio. E quindi tutti felici e contenti, sia il venditore che aumenta il proprio fatturato sia il cliente che realizza un sogno, proprio in un momento meno adatto a realizzarlo, grazie ad uno smart-phone ed ad un sito ottimizzato.

Una cosa è certa:

Se qualcuno pensa di adeguarsi a questo nuovo stato di cose, adagiandosi sul fatto che Mobile First verrà implementato da Google nei prossimi mesi ( e quindi ci sono ancora margini di tempo per aggiornarsi) si SBAGLIA DI GROSSO:

La partita non comincia ora, è già finita. Ora o mai più.

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Riguardo a Serena

Studiosa incallita di tutto ciò che riguarda la SEO, il Web Marketing e il Social Media Marketing. Articolista e collaboratrice presso AdCrescendo.com

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